L’Inghilterra si muove per la parità di genere in TV

Pubblicità sessiste e differenze salariali tra le presentatrici della BBC, anche il Regno Unito soffre di discriminazioni di genere nel proprio mondo televisivo.

Il nuovo report “Depictions, Perceptions and Harm” pubblicato il 18 di Luglio scorso dalla ASA, organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria del Regno Unito,  è uno studio sugli stereotipi di genere presenti nelle pubblicità inglesi.

Il quadro presentato è tutt’altro che positivo e sulla base dei risultati emersi si chiede che vengano elaborati nuovi standard di riferimento per le pubblicità con criteri più rigidi per evitare che vengano prodotte pubblicità che presentano evidenti stereotipi di genere. La presenza di stereotipi di genere negli annunci pubblicitari può infatti limitare le scelte, le aspirazioni e le opportunità di bambini e bambine, giovani e adulti. 

Le intenzione della ASA sono quelle di evitare che si ripresentino pubblicità che trasmettono stereotipi sessisti o che prendono in giro le persone che non si adeguano ai ruoli tradizionali, come il caso della pubblicità di un latte in polvere in cui si immagina il futuro di una bambina come ballerina e di un bambino come matematico o la campagna dei prodotti dimagranti Protein World, in cui si chiede alle persone se avessero un «corpo pronto per la spiaggia» presentando l’immagine di una modella molto magra in costume da bagno.

Ma si ricordano anche pubblicità positive, come This girl can, in cui in un breve video vengono presentate donne di tutte le età e con corpi molto diversi tra loro che si dedicano ad attività sportive con passione.

La questione degli stereotipi e delle differenze di genere in Inghilterra non è oggetto di discussione solamente quando si tratta di pubblicità: attraverso un report pubblicato mercoledì 24 Luglio la Bbc ha reso pubblici i salari di 96 dipendenti che guadagnano più di 150 mila sterline l’anno, ossia più dello stipendio del primo ministro. In quest’elenco i due terzi sono maschi e la donna più pagata, Claudia Winkelman, presentatrice della versione britannica di «Ballando con le stelle», non arriva a 500 mila sterline l’anno mentre l’uomo più «ricco», Chris Evans, sfora i due milioni di retribuzione.

Alla luce di questi dati 42 presentatrici e giornaliste dell’emittente hanno scritto una lettera aperta al direttore generale per chiedergli spiegazioni circa le evidenti disparità di stipendio tra uomini e donne. La lettera che si rivolge a Tony Hall chiede che l’impegno per la riduzione del gap salariale di genere, previsto da risolversi entro il 2020,  sia evidente fin da subito.

Anche la prima  ministra Theresa May e il leader laburista Jeremy Corbyn hanno condannato la BBC e hanno chiesto che l’anno prossimo venga redatto un resoconto sugli stipendi molto più dettagliato.

La nostra quotidianità è permeata di stereotipi e di differenze di genere: questo richiede uno sforzo sempre maggiore per riconoscerli e metterli in discussione così da poterli affrontare, cercando di fare il possibile per eliminarli.