Donne ed Islam raccontante da Sherin Khankan, Imam a Copenaghen

Sherin Khankan è stata ospite, il 2 aprile, di Biennale Democrazia a Torino in un incontro dal titolo: «Donne e religioni: emancipazione e oppressione». Raffaella Silipo ha curato, per La Stampa, un’intervista a questa donna importante per l’Islam danese ed europeo. Sherin Khankan, figlia di un’infermiera cattolica finlandese e di un rifugiato siriano che ha subito torture e prigionia in Siria, è stata la prima Imam donna della Danimarca ed è attualmente Imam della moschea Myriam di Copenaghen. Si batte per una religione che sia più inclusiva che esclusiva e per i diritti delle donne che siano esse musulmane e non.

Sherin Khankan ha studiato Sociologia delle religioni e Filosofia a Copenaghen, conseguendo due lauree, oltre ad aver frequentato un master a Damasco. – Sono stata allevata tra due culture e religioni e credo che il mio destino sia fare da ponte: sono una specie di diplomatica. Metto il velo solo per pregare e non mi identifico con una nazionalità: la mia casa è la mia famiglia –.  Dice nell’intervista rilasciata a Raffaella Silipo.

Sherin si ispira al Sufismo, particolare filosofia legata all’Islam che ricerca una condizione meditativa dell’approccio individuale alla religione. Questo particolare approccio, al quale è giunta condotta dalla passione di suo padre per la filosofia e per il messaggio universalistico delle religioni, rende la Moschea di Myriam capace di rappresentare una comunità in cui le persone si spingono verso l’incontro con l’altro:– Vogliamo essere una voce alternativa dell’Islam, più moderna e spirituale, ispirata al Sufismo, che intrecci Oriente e Occidente, tradizione e modernità. Vogliamo sfidare le strutture patriarcali dell’Islam dall’interno, ma anche l’interpretazione patriarcale del Corano-.

 A proposito della struttura patriarcale dell’Islam. Questo, come la maggior parte delle religioni monoteiste, si basa su una struttura prettamente maschile, ed anche l’immagine che per molto tempo è stata promossa dell’Islam è di una religione che assoggetta le donne alla volontà dell’uomo. Le relega in stanze nascoste della casa e le destina ai lavori domestici piuttosto che allo studio e al lavoro.

Sherin Khankan, sia attraverso il suo esempio, sia attraverso i suoi scritti e la sua esperienza come Imam, punta a minare questa concezione patriarcale legata alla comunità musulmana ed a sottolineare come, sempre di più occorra distinguere tra fattori culturali e tradizionali e fattori invece riguardanti la religione. – Quando si toccano le strutture patriarcali, si cambia la bilancia di potere e per forza si suscitano critiche. Ma non vogliamo delegittimare nessun’altra moschea e abbiamo solide basi teologiche, quindi abbiamo deciso di focalizzarci sulle cose positive e non sulle critiche-.

Nella moschea di Myriam vengono anche celebrati matrimoni misti, nonostante alle donne islamiche sia vietato sposare uomini di un’altra fede. Sono state definite quattro regole base: divieto di avere relazioni poligame, anche la donna può essere titolare del diritto di divorzio, in caso di violenza fisica o psicologica il matrimonio viene annullato, in caso di divorzio le madri hanno uguali diritti sui figli.

La speranza di questa donna e di questa esperienza così particolare è che le donne abbiano più voce nell’Islam, e che questo diventi anche un modo efficace per combattere l’islamofobia e l’immagine dell’Islam in Europa.

Per leggere l’intervista a Sherin Khankan di Raffaella Silipo per la Stampa, clicca qui.