Black Monday in Polonia, per il diritto all’aborto

Il 3 ottobre in Polonia decine di migliaia di donne hanno partecipato al Black Monday, una protesta contro un nuovo disegno di legge in discussione in parlamento che di fatto vieta e  punisce l’aborto con il carcere, se non in caso di pericolo di morte per la madre.

Questo disegno di legge, che se venisse approvato renderebbe la legislazione in vigore in Polonia equivalente a quella attuata in Vaticano, va ad intervenire su un contesto già fortemente restrittivo. Attualmente in Polonia, infatti, è possibile abortire solo in tre casi: un pericolo per la salute o la vita della donna, la forte probabilità di una grave condizione di ritardo mentale del feto o il sospetto che la gravidanza sia legata ad una violenza. La cosidetta ‘Legge per la protezione pre-natale’ in discussione vorrebbe eliminare la possibilità di abortire anche in questi tre casi. L’aborto sarà reso completamente illegale, e si potrà perseguire penalmente la donna che ha interrotto la gravidanza e i medici che l’hanno aiutata.

La protesta, che ha adottato il nero come colore distintivo in segno di lutto e le parole d’ordine #blackprotest e #czarnyprotest, è cresciuta nel corso delle ultime settimane fino ad arrivare allo sciopero generale del 3 ottobre che ha visto scendere in piazza migliaia di donne e di uomini, nonostante la pioggia incessante.

Sembra che la maggior parte dei polacchi e delle polacche sia contrario a questa legge così restrittiva, come dimostra un recente sondaggio Ipsos in cui solo l’11% degli intervistati si è dichiarato a favore di questa opzione. Speriamo che queste proteste facciano recedere il parlamento polacco da una simile decisione, antidemocratica e contraria a un diritto fondamentale delle donne, quello di decidere sulla loro vita.