donne rifugiate vittime di violenza, ancora pochi i dati

Quando si affronta la situazione delle condizioni di salute delle donne rifugiate e richiedenti asilo, uno dei principali problemi da affrontare è il caso delle donne che hanno subito violenze sessuali
abusi, stupri o sono vittime della tratta di esseri umani. La maggior parte degli esperti, le autorità e gli attori umanitari non la considerano ancora una questione importante anche a causa di una mancanza generale di dati riguardanti la violenza su base di genere.

Nel 2016 sono arrivate in Italia dalla Nigeria 11.089 persone. L’80 per cento erano donne costrette a prostituirsi. Il video-reportage del Guardian, On the Road, conferma il fenomeno dello sfruttamento sessuale in Italia di tantissime ragazze, le donne vengono ingannate fin dall’inizio anche dalle stesse madri che le convincono a partire per l’Europa con la prospettiva di un futuro migliore e per lavorare. Ancora prima di arrivare in Italia, tramite un terribile viaggio in mare, le ragazze sono costrette a prostituirsi in Libia. Vengono costrette a giurare davanti ad un altare, il cosiddetto rito juju, dove promettono fedeltà alla madam e di ripagarle un debito che generalmente varia intorno ai 35mila euro. La madam spaventa le ragazze dicendo loro che se non la pagano potrebbero morire o impazzire.

 

Come scrive Silvia Sansonetti, in un suo studio sull’integrazione delle donne rifugiate, questo argomento è particolarmente rilevante considerando che le donne rifugiate sono più colpite dalla violenza contro le donne rispetto a qualsiasi altra popolazione femminile al mondo, e sono particolarmente esposte al rischio di stupro e qualsiasi altra forma di abuso sessuale. Oltre alla violenza domestica, le donne rifugiate sono esposte alla violenza durante guerre e instabilità politica nel loro paese d’origine, così come durante lo spostamento verso il paese ospitante; sono inoltre a rischio di diventare vittime della tratta di esseri umani. Per questo motivo, questo documento mira a fornire agli esperti psicologici gli strumenti necessari gestire questo tipo di situazioni traumatiche.

Sicuramente è necessaria un’assistenza medica specialistica, di assistenza psicologica e legale, come comprendere che i bisogni di chi viene da paesi dove si è vittima, per esempio, di mutilazioni genitali femminili, o da chi è vittima di stupri o di persecuzioni religiose.