Un Natale senza stereotipi a partire dai giocattoli.

Ogni anno durante il periodo natalizio la corsa frenetica a un regalo per i più piccoli rischia di diventare un momento di riproduzione e legittimazione delle differenze di genere. Questa affermazione può sembrare esagerata, ma da anni studiosi e associazioni di diversi paesi, ad esempio Let toys be toys nel Regno Unito o Adéquations in Francia, sottolineano come la scelta dei giochi non sia mai neutra, ma anzi sia alla base di un’acculturazione alla differenziazione dei ruoli basata sul genere fin dalla più tenera infanzia. La piccola asse da stiro per imitare la mamma o il kit del piccolo meccanico per emulare il papà sono in realtà dei momenti in cui si invitano i bambini a giocare solo nei ruoli prefissati dalla società, senza la possibilità di scelta alternativa, o comunque disincentivandola perché non “appropriata”.
Come già era accaduto in passato con la Lego, alcune aziende di fronte alle segnalazioni dei genitori e dei piccoli, insoddisfatti delle limitazioni imposte alla loro fantasia, hanno cercato di ampliare la propria offerta e renderla meno connotata secondo il genere. L’avanguardia arriva dal Nord Europa, dove fin dai cataloghi i negozi di giochi propongono attività buone per tutti e tutte: immagini di maschi e femmine che giocano sia con le bambole che con le costruzioni o le macchinine, rendendo chiara fin dalle immagini la libertà di scegliere il gioco che più attrae e stimola. Esempi di giochi resi unisex attraverso delle immagini più inclusive si riscontrano anche in Spagna e in Francia, sebbene a livelli diversi di adeguamento.
Il dibattito si è acceso anche in Italia: dal suo blog Giovanna Cosenza, docente di comunicazione all’Università di Bologna, informa i lettori e li invita a segnalare i giochi non appropriati. L’associazione Scosse ha promosso una campagna sui social media, invitando a partecipare tutti gli utenti attraverso due bollini, uno negativo e uno positivo, da applicare a quei giochi differenziati secondo le tradizionali attività per maschi e per femmine che riproducono una divisione sessuata del lavoro, e poi inviare la foto alla loro pagina Facebook. La campagna “Natale senza stereotipi” è stata spiegata direttamente da Monica Pasquino, presidente di Scosse, a NarrAzioni Differenti: l’idea alla base è quella di poter orientare la costruzione identitaria dei bambini e delle bambine in modo libero, egualitario e positivo, lontano da quegli stereotipi duri a morire. Già lo scorso anno Scosse aveva rilanciato e promosso una campagna partita dal Cile, “la discriminazione non è un gioco”, nata dalla necessità di sensibilizzare il pubblico e i consumatori sulla questione dei giocattoli sessuati e la riproduzione delle differenze di genere.
Qualcosa per fortuna si muove anche in Italia: Cuntala si distingue fin da subito come produttore di “equal opportunity games”, giocattoli che rispettano le differenze culturali e di genere dei bambini ma soprattutto rendono il gioco e la creatività e i bambini finalmente liberi.