La Polonia dice no alla pillola del giorno dopo senza ricetta

Come riportato dall’articolo del Guardian, venerdì scorso, il presidente della Polonia, Andrzej Duda,  ha firmato una legge che dal prossimo Agosto renderà la contraccezione d’emergenza disponibile solo con una prescrizione medica. Il ministro della Salute, Konstanty Radziwiłł, ha sostenuto che la legislazione era necessaria perché i mezzi ormonali di contraccezione sono stati abusati e potrebbero portare ad effetti nocivi sulla salute, ha anche suggerito che la pillola può indurre a un aborto precoce. Per contraccezione d’emergenza si intende sia la cosiddetta “pillola del giorno dopo” che quella “dei cinque giorni dopo”, cioè due sistemi che possono prevenire una gravidanza nei casi in cui non siano stati usati del tutto o correttamente altri metodi contraccettivi. La legge precedentemente in vigore permetteva a tutte le donne con più di 15 anni di andare in farmacia e comprare una contraccezione d’emergenza senza la prescrizione del medico. 

Il governo polacco ha ricevuto molte critiche per l’approvazione della legge sulla contraccezione d’emergenza, soprattutto da gruppi femministi, da organizzazioni per i diritti umani e anche da qualche deputata europea. Il Network of East-West Women ha espresso, per conto delle organizzazioni membre della Polish Women’s Lobby, la profonda preoccupazione per i diritti riproduttivi messi sempre più in pericolo in Polonia.

All’inizio di questo mese la Federation for Women and Family Planning, insieme alla coalizione WKRW, aveva inviato una lettera al presidente della Polonia chiedendo di rifiutarsi di firmare l’atto e contemporaneamente elencare i miti e altre dichiarazioni mendaci riguardo la pillola del giorno dopo e i suoi effetti sulla salute della donna. La voce di decine di esperti e donne attiviste non è stata ascoltata. Nonostante questo il gruppo non rimarrà a guardare e farà tutto il possibile per fermare il processo devastante.

Dello stesso avviso anche la parlamentare olandese liberale Sophie in’t Veld che ha dichiarato: «L’attuale governo conservatore polacco sta imponendo una controrivoluzione sessuale, contro gli interessi sanitari e le volontà delle donne e delle ragazze. Limitare l’accesso alla pillola d’emergenza, insieme al diritto dei medici di rifiutare di fornire il trattamento sulla base di motivi religiosi, avrà conseguenze di grande portata».

“Lo consideriamo un altro colpo per i diritti delle donne, questo provvedimento influenzerà gli adolescenti e quelle donne che vivono nei territori rurali e nelle zone remote della Turchia. Ci saranno effetti catastrofici specialmente per le ragazze vittime di stupri”. Ha dichiarato Draginja Nadaždin, direttrice di Amnesty International in Polonia.

Nel novembre 2014 l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) aveva chiesto agli stati membri dell’Unione Europea, tra cui anche la Polonia, di adeguare le rispettive legislazioni nazionale di modo da garantire la vendita della contraccezione di emergenza senza alcuna prescrizione medica.

Nel 2016 il parlamento polacco ha respinto un disegno di legge proposto dal governo che avrebbe consentito aborti solo nei casi in cui la vita di una donna era a rischio. La Polonia continua tuttavia ad avere alcune delle leggi più restrittive sull’aborto in Europa, e non sembra voler cambiare rotta. La Polonia ha anche alcune delle leggi più restrittive sull’aborto in Europa. La legislazione attuale vieta tutte le cessazioni, a meno che una gravidanza sia il risultato di incesto o di stupro, presenta un rischio per la salute alla madre o se il feto si verifica gravemente deformato.