La parola dell’anno: Femminismo

La parola “femminismo” è stata scelta come “parola dell’anno 2017” da Merriam-Webster, il dizionario on-line più utilizzato per i termini in inglese.

Indubbiamente nel corso dell’anno la presenza delle donne nei media e la lotta per porre fine a tutte le forme di discriminazione basate sul genere hanno lasciato un segno indelebile nell’agenda mondiale. Secondo il comunicato emesso da Merrian-Webster, la popolarità del termine è aumentata del 70% rispetto all’anno precedente e l’interesse si è via via ampliato in seguito alla Marcia delle donne avvenuta in gennaio a Washington, posteriormente all’investitura di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti.

Per adottare le parole di Pau Delgado Iglesias, giornalista uruguaiana, <<viviamo un momento culturale e politico in cui il femminismo sembra essere passato dall’essere un’identità ridicolizzata e ripudiata, all’essere desiderabile, popolare e cool. L’attivismo e il discorso femminista vivono una sorta di rinnovamento e hanno raggiunto una visibilità che non avevano fino a pochi anni fa>>.

Certamente non mancano le contraddizioni e i mezzi di comunicazione rimangono ancora in massima parte “luoghi” che non contribuiscono a una corretta informazione sulle questioni di genere. Tuttavia non vi è dubbio – prosegue la Delgado Iglesias – che il 2017 ci lascia con la sensazione di aver regolato alcuni conti per le donne e di aver smascherato impunità millenarie. La caduta di così tanti uomini potenti negli ultimi mesi dimostra solo che viviamo in un mondo in cui tante regole sono fatte da “uomini violenti”, nell’arte come in politica, in istituzioni educative o religiose.

Speriamo che questi cambiamenti siano venuti per rimanere, che le donne siano finalmente ascoltate e credute e che non debba più succedere che una ragazza debba filmare il proprio abuso come “prova” della sua testimonianza.

Per leggere l’articolo completo di Pau Delgado Iglesias: http://www.busqueda.com.uy/nota/la-palabra-del-ano