Come Trump ha riesumato la Global Gag Rule e le sue drammatiche conseguenze

Lo scorso mese il governo Trump ha ripristinato la Global Gag Rule espandendo i suoi margini d’ azione.

La Global Gag Rule è una legge americana che è stata varata da Ronald Reagan nel 1985 è poi stata rimossa da Clinton, riattivata da Bush e di nuovo eliminata da Obama.

Trump, repubblicano e grande sostenitore delle politiche “pro-life”, che si oppongono a quelle “pro-choice”, ha quindi riattivato una legge che vieta di fatto il finanziamento pubblico di associazioni, organizzazioni, enti o progetti che comprendano la sensibilizzazione e la pratica dell’aborto nel mondo e negli Usa.

Trump ha reintrodotto la Global Gag Rule, chiamata anche “Mexico City Policy” (fu annunciata durante la Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite sulla Popolazione che si tenne a Città del Messico nel 1984); questa originariamente prevedeva il non- finanziamento – tramite fondi provenienti da uno specifico fondo americano chiamato  “U.S. family planning funding” – di ONG che si occupano anche di aborto.

Con la “Mexico City Policy”, le ONG che in tutto il mondo forniscono assistenza sanitaria e informazioni alle donne che scelgono di interrompere una gravidanza, non riceveranno più fondi dall’ Agenzia americana per lo sviluppo internazionale,  che è uno dei più grandi finanziatori al mondo delle organizzazioni che lavorano nei paesi in via di sviluppo.

La legge ha un fortissimo impatto sul lavoro delle ONG che lavorano per la salute delle donne; queste raramente si occupano esclusivamente di interruzione volontaria di gravidanza (IVG) ma promuovono attività e servizi a proposito di anti-contraccezione e controllo delle nascite, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e lotta all’HIV.

Questi sono gli obbiettivi che molte ONG portano avanti in numerosi paesi del mondo dove le donne hanno bisogno di sostegno e di informazioni e conoscenza per poter essere capaci di controllare, gestire, determinare e conoscere tutto ciò che riguarda la propria salute e quella dei loro figli.

Importanti ONG come l’International Planned Parenthood Federation (IPPF), che fornisce assistenza alle donne in 180 paesi del mondo, hanno già annunciato che non cambieranno gli obbiettivi ed i servizi che offrono a causa delle Global Gag Rule, anche se così IPPF, ad esempio, perderà 100 milioni di dollari l’anno (93 milioni di euro).

Nel video Wendy Turnbull, PAI Senior Advisor per  International Advocacy che espone gli effetti della  Global Gag Rule in Ghana.

Il finanziamento americano, nel 2016, alle organizzazioni che si occupano di salute riproduttiva in tutto il mondo è stato di circa 607,5 milioni di dollari pari quasi 566 milioni di euro.

Per contrastare la Global Gag Rule PAI, organizzazione internazionale che promuove il diritto di rendere accessibile ed adeguato il livello di contraccezione e la salute riproduttiva delle donne nel mondo, ha promosso una petizione per fermare l’ applicazione della Global Gag Rule.

Allo stesso tempo il governo olandese ha lanciato un’iniziativa dal titolo “She decides” che si propone di raccogliere fondi e finanziamenti per sopperire alle perdite monetarie di sostegno ai propri progetti per molte ONG che prima ricevevano sovvenzioni anche dal governo USA.

Uno degli effetti della Global Gag Rule potrebbe infatti essere l’aumento del numero di aborti clandestini proprio perchè vengono minate anche le campagne informative sulla contraccezione.

Per questo motivo la capogruppo dei Democratici alla Camera, Nancy Pelosi, ha detto che gli USA rischiano di «tornare in quell’epoca vergognosa che disonorava il valore americano della libertà di parola e infliggeva sofferenze di cui non sappiamo nulla a milioni di donne in tutto il mondo».