Sentenza shock a Torino. La vittima non urla, non c’è stata violenza

La vittima ha detto solo “basta”, non ha chiesto aiuto, non ha urlato. Per questo motivo il giudice Diamante Minucci ha assolto dalla accusa di violenza sessuale un operatore della Croce Rossa che era stato denunciato da una collega per presunti abusi sul luogo di lavoro. Nelle motivazioni si legge che la donna non avrebbe «tradito quella emotività che pur doveva suscitare in lei la violazione della sua persona». Il tribunale di Torino ha assolto l’uomo accusato di violenza sessuale nei suoi confronti perché “il fatto non sussiste”.

Il Corriere riporta che durante il processo, alle ripetute domande di chi chiedeva perché non avesse urlato od opposto resistenza, lei aveva risposto tra le lacrime che “con le persone troppo forti io non… io mi blocco“. Ma la testimonianza della donna, già vittima di abusi da parte del padre durante l’infanzia, era confusa, forse per la poca lucidità o per la difficoltà a ricordare fatti di ormai quasi sei anni fa. I fatti presi in esame dal tribunale risalgono infatti al 2011, quando la donna lavorava con contratto interinale alla Croce Rossa di Torino, dove l’imputato era commissario dei volontari.

Ora la vittima, una torinese che lavorava con contratto interinale alla Croce rossa di Torino, dovrà rispondere di calunnia perché la prima sezione penale ha trasmesso gli atti al pubblico ministero non ritenendo «verosimile» la sua versione dei fatti. Nelle motivazioni si legge che la vittima «non grida, non urla, non piange e pare abbia continuato il turno dopo gli abusi». Non solo, la donna non «riferisce di sensazioni o condotte molto spesso riscontrabili in racconti di abuso sessuale, sensazioni di sporco, test di gravidanza, dolori in qualche parte del corpo». La vittima, infine, racconta di aver provato disgusto, «ma non sa spiegare in cosa consisteva questo malessere». Il pm Marco Sanini sta già valutando di fare appello.

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