Le donne saudite finalmente al volante

Da Giugno 2018 tutte le donne nel mondo potranno mettersi alla guida di un’auto. L’unico paese rimasto a proibirlo, l’Arabia Saudita, ha decretato la fine di questo divieto martedì sera. È una grande vittoria per le saudite, che in una serie di proteste organizzate sin dagli anni Novanta sono scese in strada guidando, a volte con mariti e i figli al proprio fianco, facendosi riprendere per poi diffondere sul web i video di sfida. Per questo sono finite anche in carcere, sono state umiliate, hanno perso il lavoro.

L’abolizione del divieto è stato annunciato in televisione e allo stesso tempo a un evento organizzato a Washington.  L’Arabia Saudita resta tuttavia una monarchia assoluta molto chiusa e conservatrice nella quale è in vigore la sharia, la legge islamica. Secondo il New York Times, la decisione potrebbe essere stata presa dalla casa regnante per migliorare la sua immagine e reputazione all’estero. Il principe 32enne Mohammed bin Salman ha proposto l’anno scorso un ambizioso piano per l’economia, «Visione 2020», che punta a ridurre la dipendenza dal petrolio, aumentare l’occupazione anche femminile e l’intrattenimento.

Nonostante questo piccolo passo avanti il paese rimane con una delle legislazioni più dure e restrittive riguardo alle libertà concesse alle donne, le quali non possono viaggiare all’estero, sposarsi, frequentare le scuole superiori o sottoporsi ad alcune procedure mediche senza il permesso del tutore maschio, che può essere il marito, il padre, il fratello, ma anche il figlio.  Le donne inoltre non possono pregare insieme agli uomini e non possono riunirsi in luoghi che non siano dedicati esclusivamente a loro. Le parti più conservatrici della società saudita continuano a opporsi alle politiche più progressiste. Il divieto di guidare era uno di quelli più simbolici e su cui i religiosi del paese continuavano a insistere.

Anche la scrittrice egiziana Mona Eltahawy, che in Arabia Saudita è cresciuta, invita alla prudenza: l’editto precisa che il divieto non verrà abolito immediatamente, che va applicato nel rispetto della legge islamica. «Voglio vederlo succedere veramente».